In questi giorni

lug 20th, 2009 | scritto da eno | pubblicato in: Attualità, blog

a_inquestigiorni

In questi giorni ho la luna storta…

In questi giorni in cui celeberrimi festaioli proclamano di voler cambiar vita dopo aver studiato a fondo la sceneggiatura scritta per loro da qualche esperto di immagine, vorrei vivere in Tasmania con il diavolo locale.

In questi giorni in cui scopro che anche i ristoratori sono poveri, e mi auguro che non siano costretti, come certi anziani pensionati, ad andare a raccattare la materia prima nei cassonetti, ma piuttosto continuino a spennare i facoltosi clienti a suon di conti da 350 € a persona, vorrei essere un marziano perché la razza umana pare destinata a estinguersi.

In questi giorni in cui la tivù di stato allontana un giornalista che ha osato fare una battuta sul Papa, mentre si tiene stretti stretti i giornalisti che invece di notizie non ne danno nemmeno sotto tortura, vorrei essere la vergine di Norimberga.

In questi giorni che l’influenza cosiddetta “suina” avanza implacabile moltiplicando esponenzialmente il numero di contagi in tutto il mondo, e a causa di ciò da noi probabilmente le scuole apriranno più tardi, vorrei essere uno dei tre piccoli porcellin e piazzarmi grufolante davanti a Capezzone e a un sacco di altra gente che non starò a elencare per evitarmi conati di vomito (e comunque con Capezzone consiglio chiunque lo volesse avvicinare un contatto visivo).

In questi giorni in cui il clima impazzito regala momenti tropicali a chi non può permettersi le vacanze in patria, figuriamoci esotiche, vorrei essere il bastoncino del ghiacciolo all’olio di ricino di Alessandra. Devo mica scrivere anche il cognome…

In questi giorni in cui un comico con delle idee non può iscriversi a un partito che si fregia dell’altisonante aggettivo “democratico”, vorrei essere io stesso un comico per farmi ridere un po’.

In questi giorni in cui a sinistra forse si è capito che cento partiti con percentuale da prefisso telefonico (come scriveva Camilleri qualche giorno fa) non possono farcela, vorrei essere un pallottoliere e offrirmi in dono a chi so io.

In questi giorni in cui quarant’anni fa l’uomo poggiava il suo piede sul suolo lunare e da molto tempo nessuno ci torna più, vorrei essere la Nasa e dare uno strappo anche un po’ più lontano a un sacco di gente. Siccome quelli che ho in mente sono però molto affezionati alla loro poltrona, essendo io generoso e magnanimo gliela lascerei attaccata al culo fin su Saturno, dove li trasporterei.

E se un domani i nostri discendenti dovessero scoprire che su Saturno c’è vita, almeno saranno avvisati: quella specie è ostile.



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