A New York si candida un sindaco in mutande

lug 24th, 2009 | scritto da eno | pubblicato in: Attualità, Cover

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Si chiama John Robert Burck ma dal 1998 è conosciuto ai più come il “cowboy nudo” (Naked Cowboy). Mr. Burck, quando la stagione lo consente, indossa cappello, stivali e… mutande e si butta nella folla di Trafalgar Square a New York, dove si guadagna da vivere intonando canzoni “Country” e mettendosi in posa per farsi immortalare insieme a chi glielo richiede.

Probabilmente nel nostro Paese, località balneari comprese (vedi qui, per esempio), questo singolare personaggio la cui bizzarria gli frutta un migliaio di dollari al giorno, sarebbe andato incontro a non poche difficoltà mostrandosi in pubblico quasi “come mamma (e palestra) l’ha fatto”, ma evidentemente a New York gli è consentito, e sempre a New York gli è consentito pure candidarsi alla poltrona di sindaco e competere contro l’attuale primo cittadino Michael Bloomberg in corsa per il terzo mandato. Mi verrebbe da fare un piccolo e innocente paragone tra il cowboy in mutande americano e un nostrano comico, magari non altrettanto avvenente, a cui non è riuscito nemmeno a candidarsi alla segreteria di un partito, ma da queste parti siamo fatti così… Cosa ci possiamo fare? In compenso abbiamo un capo di governo a cui le mutande piace togliersele, e che nell’intimità (ehm) della sua camera da letto si prodiga a dispensare suggerimenti di carattere erotico-sessuale mica da ridere. Sì, forse un po’ sì… ma in fondo questi non sono affaracci miei.

Ma torniamo al nostro cowboy. C’è da dire che a dispetto della sua aria spavalda, capelli lunghi, sguardo sornione e… mutande, il ragazzo (38 anni) sembrerebbe avere le idee piuttosto precise e un programma politico più articolato di quanto ci si potrebbe aspettare da un tipo così. Peccato però che alcuni punti del suo programma facciano a cazzotti con quello che si direbbe essere il suo credo politico, ostentato attraverso gli adesivi e le spillette del duo McCain/Palin che ricoprivano la sua chitarra durante la campagna elettorale negli States.  

Vuoi vedere che, gira che ti rigira, alla base della politica l’unico ingrediente universalmente riconosciuto è la menzogna?



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