Facci capire…
lug 28th, 2009 | scritto da eno | pubblicato in: Attualità
Dopo anni di assoluta fedeltà, ho deciso di cambiare marca di caffè e questa mattina, dopo aver sorseggiato il primo e avendolo trovato piuttosto buono, ho deciso di prepararne subito un altro. Che ci posso fare? Sono goloso. Trascorso qualche minuto, non saprei dire per quale strana alchimia, mi è venuto in mente un improbabile dialogo tra il ragionier Ugo Fantozzi e il collega Filini. Più che averlo in mente, sembrava proprio che i due si trovassero a due passi da me e stessero tramando qualcosa di imprecisato per partire definitivamente alla conquista della signorina Silvani. A un certo punto, per tagliar corto, Fantozzi dice a Filini: “L’ho vista prima io, e quindi mi facci il piacere, si facci da parte”. Facci… Facci… Facci…
A quel punto, svaniti i due ragionieri ma ancora sotto l’effetto del caffè (e sarei curioso di sapere cosa mettono nella miscela), con quel ridicolo congiuntivo in testa, non ho resistito alla tentazione di dare una sbirciatina qua e là nel sito del Giornale, dove mi sono ritrovato a precipitare come Alice nel paese delle meraviglie [si fa per dire, ovviamente] dentro a un groviglio di parole scritte dal noto [si fa per dire] Filippo Facci, ribattezzato “frangetta” dalla mia amica Carlotta.
Facci di professione fa il giornalista [si fa per dire] e talvolta mi è capitato di vederlo in azione in alcuni dibattiti televisivi, molti dei quali si possono gustare su YouTube. Non entrando nel merito dell’espressività della faccia (di Facci), che se mi concentro mi ispira perfino una certa tenerezza perché potrebbe sembrare quella di un bambino a cui il babbo non compra le figu dei Gormiti per il terzo giorno di seguito, c’è da dire che ogni volta che seguo un suo ragionamento [si fa ancora per dire] mi sento esattamente come mi sono sentito questa mattina leggendo le sua parole. Confuso.
Non riesco a cogliere appieno il succo dei concetti che Facci si sforza ad esprimere, ma nella vastità del suo “logorroico nulla” offerto in pasto ai lettori, l’unico aspetto che mi pare di percepire riguarda una malcelata forma di profonda frustrazione che spiegherebbe, almeno in parte, l’espressione del suo volto “incapricciato” come quello di un bimbetto che corre a cercar rifugio dal babbo, frignando perché il suo amichetto gli ha mollato un cartone facendogli la bua.
“Mi ha fa-a-a-tto ta-a-anto male….”.
Vorrei capire, pur essendo fortunatamente conscio di tutti i miei limiti, che gusto possa provare un giornalista nello screditare ad libitum il lavoro di suoi colleghi assai più ficcanti, anche solo dal punto di vista linguistico. Travaglio in primis.
Facci scrive “Fossi un bastardo vero racconterei… …ma io non sono un bastardo vero e nemmeno una Stefania Ariosto o un Paolo Flores D’Arcais o un Tonino Di Pietro…“ (chi ha un po’ di tempo libero può leggersi l’articolo QUI).
Ciò che fa la differenza tra un bastardo vero, un giornalista e Facci, è che il bastardo vero non indugia in alcun modo, colpisce anche senza proferir verbo; un giornalista scrive per informare coloro che leggono il suo articolo; Facci si diletta ad instillare dubbi e a smontare il lavoro dei colleghi, con in più l’aggravante di elevarsi al rango del buon dispensatore di verità.
Probabilmente i lettori del Giornale sono felici così, lungi da me l’idea di criticare la libera scelta di essere presi per il naso. Lungi da me anche l’idea di criticare Facci, anche lui libero di scriversi addosso quel che gli pare. Personalmente però se compro un giornale o se leggo un articolo, non lo faccio con lo scopo di leggere un susseguirsi di parole, e sicuramente nemmeno con la consapevolezza che chi ci scrive potrebbe ficcarmi in testa altri dubbi oltre a quelli che già mi appartengono. Di norma un giornale lo compro per conoscere, e un articolo lo leggo per documentarmi, per tenermi informato. E dunque? Posso forse trovare soddisfazione nel leggere: “… se fossi un bastardo vi racconterei di quella volta che… non vi dico dove… non vi dico chi… ha fatto/detto non vi dico cosa…”?
Facci! Poteva anche solo mettere la sua firma sotto una pagina bianca. L’effetto sarebbe stato lo stesso.
Va beh.
A proposito di “pagine bianche” (no signora Maria, non mi riferisco all’elenco telefonico): prima di scrivere queste righe sono andato alla ricerca di informazioni su Filippo Facci in Wikipedia, e mi sono trovato di fronte a questa dicitura: “Attenzione: questa pagina è stata oscurata e bloccata a scopo cautelativo a seguito di minaccia di azioni legali contro i redattori della voce e/o Wikimedia”.
Ognuno tragga le sue conclusioni. Questo è quanto…
Intervista di Claudio Sabelli Fioretti a Filippo Facci: QUI
Facci su Nonciclopedia: QUI

















Ma mi facci il piacere!!!!!!! Me la dici la marca del caffè???
Dolente ma non posso… Posso dirti che comincia con I e finisce con Y. Ciauz!
Facci è in realtà il figlio segreto della contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare, e usava aprire i suoi articoli con un “Cari sottoposti…”