C’è feccia e feccia

editoriale Dire che sono rimasto violentemente scosso dalle immagini che testimoniano la totale indifferenza della gente di fronte a un pover’uomo colpito a morte nel corso di una sparatoria a opera di camorristi, e il cui bersaglio è riuscito a scamparla, è un chiaro eufemismo. Certe cose mi fanno letteralmente incazzare, provocando in me un totale disgusto verso quella categoria del genere umano che definirei senza mezzi termini “inutile”.
Luogo: stazione.
Un gruppo di bastardi armati spara mancando il bersaglio. In compenso colpiscono due persone che non c’entrano nulla con il loro regolamento dei conti del cazzo (e quindi oltre a essere dei “bastardi”, sono pure coglioni).
Un ragazzo rimane leggermente ferito a una gamba mentre un altro uomo, ferito al petto da una pallottola, si trascina a stento mentre la moglie chiede aiuto alla gente che le sta intorno.
Questi che cosa fanno? Incuranti di ciò che sta succedendo si muovono disordinatamente accalcandosi come delle bestie (con tutto il rispetto per le bestie), evitando accuratamente quel poveraccio e la disperazione della donna, senza mostrare cioè un minimo di umana pietà.
Nel frattempo il povero malcapitato si accascia al suolo. La moglie è disperata. Entra un tizio che sta chiacchierando al telefonino e pur vedendo la drammaticità della situazione  se ne va continuando a parlare come se niente fosse.
Una sola passante si ferma e parla con quella donna il cui marito, un suonatore di fisarmonica, morirà di lì a poco.
Quelle persone (persone?) ai miei occhi sono paragonabili ai camorristi che hanno sparato perché l’indifferenza, di fronte a un fatto come questo, è vergognosa e altrettanto colpevole.

 → Filmato



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